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Social => Amici => Topic aperto da: BobLovati - Lunedì 10 Gennaio 2011, 12:24:43

Titolo: ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Lunedì 10 Gennaio 2011, 12:24:43
Non so se questo topic può essere inserito qui; in caso gli amministratori sono pregati di cancellarlo; grazie.

Stamane, sul giornale più autorevole di Spagna ( EL PAÍS - versione online ), c´è, in prima pagina questo articolo: per chi non capisse bene lo spagnolo, in caso, cercherò ( a richiesta ) di tradurre i passi e/o le frasi che sembreranno più interessanti:

http://www.elpais.com/articulo/espana/ETA/anuncia/alto/fuego/permanente/general/verificable/elpepuesp/20110110elpepunac_7/Tes

Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: lollapalooza - Lunedì 10 Gennaio 2011, 13:23:55
Sarà la volta buona perché - semplificando parecchio - sono rimasti davvero in pochi; credo che, almeno fino ad una futura eventuale riorganizzazione, più che di scelta si debba parlare di necessità.

Questo link (http://www.gara.net/azkenak/01/242252/es/Aprovechar-momento) magari può interessare.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: CiPpi - Lunedì 10 Gennaio 2011, 13:40:36
chissa' se sara' quella buona, di sicuro non e' la prima.

anzi a parte i vari precedenti e' da settembre dello scorso anno che l'Eta prova a fa accettare un cessate il fuoco permanente.

del resto credo che la richiesta di una verifica internazionale vada letta sotto la chiave offerta da Lolla, cioe' quella di un gruppo che ormai vede vicina una sconfitta senza resa ed una fine decisamente ingloriosa, cioe' l'annullamento di ogni possibile separatismo.

quando fui a Santander una ventina di anni fa, l'impressione fu quella di una popolazione che in generale non esprimeva un gran interesse nella faccenda del separatismo.

molto meno di tanti 'leghisti' ad esempio.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: lollapalooza - Lunedì 10 Gennaio 2011, 19:36:01
chissa' se sara' quella buona, di sicuro non e' la prima.
(...)

Credo proprio che sarà quella decisiva, anche perché il fallimento della lotta armata è evidente; nondimeno, le misure governative adottate da 7/8 anni a questa parte possono essere eliminate soltanto a fronte di un netto cambio di direzione.

Il popolo a quello che so ha già virato verso una localizzazione dell'autonomia, di fatto abbandonando l'idea nazionalista.
Ci sono lotte vitali da portare avanti (vedi movimento anti-tav et similia) e l'essere accostati ad Al-Qaida non aiuta di certo.

Zapatero poi ha un discreto bisogno di normalizzare il tutto (leggi: voti), anche a fronte del pugno duro utilizzato finora; non tenderà la mano, certo, ma potrebbe stringerne una che gli viene incontro.
Secondo me lo farà.

Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: ammiraglio - Lunedì 10 Gennaio 2011, 19:49:41
santander è in cantabria, propriamente non il cuore del pais vasco.
cmq finisce con una bella tregua e via così.
so' rimasti in pochi, so' stati smantellati.

a differenza dell'ira, l'eta ci arriva a carponi.
l'ira ha avuto un percorso politico autorevole.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: zorba - Martedì 11 Gennaio 2011, 08:16:25
(Il Fatto Quotidiano 11.01.2011)

L’Eta appende il mitra al chiodo Ma chi ci crede?

MADRID CAUTA SULLA SVOLTA BASCA

(di Alessandro Oppes)

Madrid - Sarà una tregua “generale, permanente e verificabile internazionalmente”. L’Eta abbonda sempre di più negli aggettivi, con la proclamazione del suo ultimo cessate il fuoco, annunciato ieri mattina attraverso un video nel quale compaiono – nel rispetto della scenografia tradizionale – tre incappucciati davanti al simbolo dell’ascia con il serpente. Però l’annuncio non convince, neppure questa volta, il governo spagnolo. “Non è una cattiva notizia, ma non è la notizia”, è stata la prima reazione del ministro dell’Interno e vicepremier, Alfredo Pérez Rubalcaba.
DOPO LA ROTTURA non preannunciata del precedente cessate il fuoco – con l’auto-bomba che fece due vittime all’aeroporto di Madrid il 30 dicembre 2006 – l’esecutivo guidato da José Luìs Rodriguez Zapatero ha detto più volte in modo chiaro che l’unico comunicato che si aspetta dai terroristi è quello in cui si annunci l’addio definitivo alle armi. E invece l’Eta si impegna sì, ed è la prima volta, ad avviare un processo che porti alla fine del confronto armato, ma continua a porre condizioni politiche e a ribadire che l’obiettivo del movimento resta quello dell’autodeterminazione del paese basco. Ma il comunicato diffuso dalla banda segna comunque una netta svolta rispetto al passato: se fino ad ora era stato il gruppo terrorista a imporre la propria linea al suo braccio politico, questa volta l’Eta ha dovuto cedere alle fortissime pressioni di Batasuna che chiedeva da tempo un gesto significativo nella speranza di poter rientrare nella legalità in vista delle amministrative della prossima primavera.
L’annuncio della banda arriva appena 48 ore dopo quella che è stata una delle più grandi manifestazioni a favore dei diritti dei terroristi incarcerati, organizzata dai gruppi dell’estremismo indipendentista che speravano di poterla celebrare dopo la proclamazione della tregua. Ma il comunicato dell’Eta, atteso da settimane, è arrivato con notevole ritardo rispetto al previsto perché (anche questa è una novità) prima di prendere posizione i dirigenti del gruppo armato hanno voluto sondare le opinioni di tutti i componenti della banda, compresi i terroristi in carcere (tra i quali esiste una spaccatura tra irriducibili e “pentiti”) ed “etarras” in esilio. La sensazione, sulla quale concordano numerosi analisti, è che l’organizzazione – il cui apparato dirigente è stato “decapitato” in almeno quattro occasioni nel corso degli ultimi due anni grazie alle operazioni delle polizie spagnola e francese – stia cercando di trovare una formula per dare l’addio definitivo alle armi senza ammettere in modo esplicito il proprio fallimento. Al di là della debolezza ormai strutturale, che si è andata accentuando anche perché, con Sarkozy presidente, la Francia ha deciso di assicurare la massima collaborazione alle autorità di Madrid, i terroristi devono fare i conti con un isolamento diventato palese all’interno della società basca. Lo sottolineava ieri sera anche il “lehendakari”, il presidente socialista della giunta regionale del paese basco, Patxi Lopez: “L’Eta comincia a rendersi conto che la sua fine è vicina”. Quello che più si teme però in questo momento in Spagna sono i possibili colpi di coda di un gruppo ormai privo di qualunque prospettiva di futuro. Se la banda dovesse fare ulteriori passi in direzione della resa totale, non si esclude che (come accadde già nell’Ulster con la nascita dell’Ira autentico) si possa arrivare a una scissione interna da parte degli irriducibili disposti a seminare ancora il terrore.
LO RICONOSCONO anche, in privato, alte fonti del governo di Madrid contattate dal Fatto Quotidiano: “È chiaro che ormai la fine dell’Eta è sempre più vicina. Ma dobbiamo stare molto attenti, perché potrebbe non essere indolore”. Alla Moncloa sono rimasti particolarmente scottati dal fallimento della trattativa di pace voluta da Zapatero nel 2005, poco dopo l’inizio del suo primo mandato. A questo punto, ai terroristi chiedono una sola cosa: la consegna definitiva delle armi.
(http://digital.olivesoftware.com/Olive/ODE/IlFatto/server/GetContent.asp?contentsrc=primitive&dochref=ILFT%2F2011%2F01%2F11&entityid=Pc01207&pageno=12&chunkid=Pc01207&repformat=1.0&primid=Pc0120700&imgext=jpg&type=Content&for=primitive)
ll video dell’annuncio dell’Eta: lo slogan “Bietan jarrai” significa “continuare in entrambe” e si riferisce a entrambe le lotte, quella politica e quella militare (FOTO ANSA)
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Martedì 11 Gennaio 2011, 11:40:54
Non l´ho anticipato  volontariamente ...
Come molti sanno, ho vissuto più di 20 anni in Spagna e vorrei fare una raccomandazione; non fatta prima per non " inquinare " eventuali vostri interventi.

Nella situazione basca, ETA ( mutatis mutandis ) attua un po´come le mafie italiane ( et opere divine assimilabili-ndr ); ha una fitta rete popolare di controllo, che é poi quella che rastrella ( con ricatti agli industriali della regione ) i soldi necessari a mantenere il movimento attivo.
Ricatta le famiglie dei prigionieri, obbligandole a visite continue alle carceri, manifestazioni pubblice ecc.
Da ricordare anche che la Francia ( sempre colpevolmente vicina a " movimenti rivendicativi altrui " ), prima contro il franchismo, poi per mantenere un suo prestigio " libertario ", ha accettato che sul suo territorio l´organizzazione avesse dei " porti franchi ".

Spero di essere stato utile a chi ne sapesse ( eventualmente ) di meno ...    ;)
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: CiPpi - Martedì 11 Gennaio 2011, 13:33:34
santander è in cantabria, propriamente non il cuore del pais vasco.
cmq finisce con una bella tregua e via così.
so' rimasti in pochi, so' stati smantellati.

a differenza dell'ira, l'eta ci arriva a carponi.
l'ira ha avuto un percorso politico autorevole.

rimane il posto piu' vicino in cui sono andato.  :)

comunque con l'IRA c'e' un gran bella differenza, anche perche' la situazione e' di gran lunga differente. ovvio che l'epilogo sia differente.

Per il resto, un grazie Bobbe dei dettagli  :)
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: lollapalooza - Martedì 11 Gennaio 2011, 16:08:36
Non l´ho anticipato  volontariamente ...
Come molti sanno, ho vissuto più di 20 anni in Spagna e vorrei fare una raccomandazione; non fatta prima per non " inquinare " eventuali vostri interventi.

Nella situazione basca, ETA ( mutatis mutandis ) attua un po´come le mafie italiane ( et opere divine assimilabili-ndr ); ha una fitta rete popolare di controllo, che é poi quella che rastrella ( con ricatti agli industriali della regione ) i soldi necessari a mantenere il movimento attivo.
Ricatta le famiglie dei prigionieri, obbligandole a visite continue alle carceri, manifestazioni pubblice ecc.
Da ricordare anche che la Francia ( sempre colpevolmente vicina a " movimenti rivendicativi altrui " ), prima contro il franchismo, poi per mantenere un suo prestigio " libertario ", ha accettato che sul suo territorio l´organizzazione avesse dei " porti franchi ".

Spero di essere stato utile a chi ne sapesse ( eventualmente ) di meno ...    ;)

Bob, che necessità c'è di obbligare i parenti dei malcapitati a visite continue? Voglio dire, se carcerano mio nipote c'è bisogno che qualcuno mi obblighi alle visite?

E sulle manifestazioni - di nuovo - che bisogno c'è di obbligare a manifestare contro - ad esempio - un regime carcerario già segnalato per torture dalle Nazioni Unite e Amnesty?

E' che stai dipingendo uno scenario piuttosto diverso da quello che - benché non sia mai stato in Euskal Herria - conosco piuttosto bene, vorrei capire meglio.

Grazie in anticipo.

 :)

Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Martedì 11 Gennaio 2011, 17:21:33
Bob, che necessità c'è di obbligare i parenti dei malcapitati a visite continue? Voglio dire, se carcerano mio nipote c'è bisogno che qualcuno mi obblighi alle visite?

le visite sono organizzate, pagate e soprattutto servono per " dare ordini ".


E sulle manifestazioni - di nuovo - che bisogno c'è di obbligare a manifestare contro - ad esempio - un regime carcerario già segnalato per torture dalle Nazioni Unite e Amnesty?
:)

la spiegazione é, evidentemente la stessa che ho dato prima ... propaganda e sistema del controllo dei carcerati attraverso le famiglie .
Quanto ad Amnesty, non credo proprio che ETA meriti minimamente la loro attenzione


E' che stai dipingendo uno scenario piuttosto diverso da quello che - benché non sia mai stato in Euskal Herria - conosco piuttosto bene, vorrei capire meglio.
Grazie in anticipo.
 :)

scusa lolla, ma se non ci sei stato, come fai conoscerlo bene ?

L´unica azione " positiva " fatta da ETA ( che gli dei mi perdonino ) fu l´attentato riuscito contro Luis Carrero Blanco, presidente del Governo nominato da Franco; con lui presente, Juan Carlos Iº sarebbe stato solo un falso simbolo della Spagna Libera dal franchismo.
Per il resto, credimi, quella di ETA é una lotta ormai senza motivo né ragione; é solo la ricerca di una " uscita indenne " dei suoi capi politico-militari.

Naturalmente, non serve dirlo, questo é quanto credo io, dopo tanti anni di vita da quelle parti.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Martedì 11 Gennaio 2011, 22:50:29
Io vivo qui da 21 anni, Eta é una mafia che nei vari momenti é servita tanto a destra come a sinistra, ricordo che il governo Aznar denunció la trama del GAL, una specie di commandos che attuavano coperti con i fondi riservati dello stato.

Il paragone con l'irlanda non é proponibile, nei paesi baschi non c'è mai stato l'esercito per strada come a belfast.

Attualmente il governo ha risposto che l'unico comunicato deve essere la consegna delle armi, credo che se non ci riesce Zapatero in questo anno e poco che gli resta, il partito popolare meno.

Eta non darebbe mai la "Vittoria morale" ai nipoti di franco.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: lollapalooza - Martedì 11 Gennaio 2011, 23:39:06
scusa lolla, ma se non ci sei stato, come fai conoscerlo bene ?

Diciamo che mie passate e dolcissime frequentazioni m'hanno informato piuttosto esaurientemente, anche se - lo ammetto - in maniera unilaterale.

In ogni caso non sto qui a sindacare, lungi da me fare l'apologia del terrorismo.

Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Martedì 11 Gennaio 2011, 23:49:20
Lolla,una mafia, fidate.

L'unica cosa buona fatta da Aznar é aver avuto le palle di illegalizzarli, visto che non riconoscevano lo stato spagnolo ma ne prendevano i soldi per la finanziazione del partito...

Attualmente nei paesi baschi ci sono piú di 100 persone che vivono sotto scorta...da notare che una ri-legalizzazione della sinistra abertxale toglierebbe voti al PNV (partito nazionalista vasco)...insomma é tutto un magna magna...c'è un film "LOBO" che spiega gli intrallazzi politici e l'utiltá dell'Eta a favore dei tre principali partiti politici (psoe, pp e pnv) a secondo della loro situazione...

Una dissoluzione dell'eta ed eventuale ritorno alla politica reale da parte dei loro dirigenti, frazionerebbe l'elettorato basco e rafforzerebbe le forze spagnole (psoe, pp) e al pnv non interessa molto questa soluzione.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: lollapalooza - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 00:02:34
Poma', non devo certo dirti io che grazie alla stretta sul terrorismo sono state perseguite persone che con la lotta armata non c'entrano una beneamata cippa, in maniera indiscriminata.

Eta e popolo basco non sono più sinonimi.

Mica difendo l'Eta figuriamoci, anzi, m'incatzo perché delegittima una realtà territoriale organizzata e degna di nota.




Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 00:15:00
Poma', non devo certo dirti io che grazie alla stretta sul terrorismo sono state perseguite persone che con la lotta armata non c'entrano una beneamata cippa, in maniera indiscriminata.

Eta e popolo basco non sono più sinonimi.

Mica difendo l'Eta figuriamoci, anzi, m'incatzo perché delegittima una realtà territoriale organizzata e degna di nota.

Lo só, lo só.

Se fossero intelligenti e furbi come i catalani giá sarebbero al governo o ne sarebbero la chiave.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: rione 13 - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 10:32:03
Il popolo basco ha sempre resistitto ai secolari tentativi di assimilazione rivendicando per sè autonomia sociale, linguistica e culturale.

Rappresentare grossolanamente il conflitto in Euskal Herria identificandolo con le gesta di una banda di pazzi assassini, come puntualmente fanno i media nostrani, quelle rare volte che se ne occupano, è operazione misera e fuorviante.

Di questa guerra non se ne sa molto, rispetto, per esempio, alla lotta di liberazione del popolo del Nord Irlanda con cui, pure, esistono alcune similarità nonchè storici rapporti di vicinanza tra le organizzazioni combattenti.
esistono ora più fonti di conoscenza di un tempo, libri come "Storia politica di Euskadi Ta Askatasuna e dei Paesi Baschi" e siti tematici.

Sono stato più volte in Spagna e nei Paesi Baschi e leggere, ad esempio, che le straordinarie manifestazioni di solidarietà verso i prigionieri baschi sono frutto delle imposizioni ricattatorie al popolo da parte di ETA è semplicemente ridicolo.

La Sinistra Patriottica Basca (con le sue varie articolazioni politiche, territoriali e sociali)  ha rappresentato l'aspirazione di una vasta porzione di popolazione che non ha inteso rinunciare alle sue aspirazioni di indipendenza e di trasformazione sociale.
La storia del movimento di liberazione nazionale basco è lunga, contraddittoria, drammatica, piena di scontri e divisioni tra gruppi che esprimevano aspirazioni diverse, culture politiche in perenne bilico tra spinte nazionaliste e aspirazioni sociali rivoluzionarie.

Insomma il conflitto basco non è esauribile criminalizzando ETA e andrebbe interpretato in modo più rigoroso per poi ognuno maturare il proprio punto di vista sulla questione.

ETA in passato ha avuto un grande e indiscutibile sostegno popolare.

La repressione dello Stato spagnolo è stata più volte smascherata come illegale e criminale, si pensi ai famigerati GAL, squadroni della morte, nati sotto il governo socialista di Gonales, organizzazione paramilitare con all'attivo decine di esecuzioni.

O ai mille casi di denuncia per tortura solo nel decennio tra il 1990 e il 2000.
a cui Amnesty non avrebbe dovuto dar peso, a quanto leggo sopra, trattandosi di mafiosi di ETA!

La repressione ha colpito non solo gli etarras ma anche organizzazioni sociali, giovanili, organi di comunicazione, partiti, personalità della cultura basca, avvocati e rappresentanti politici legittimamente eletti.
così facendo  ha contribuito a radicalizzare il sentimento antispagnolo del popolo basco e a conservare sui binari estremi della lotta armata il conflitto.

Nessuno più dei baschi ha pagato sulla propria pelle la verità di una transizione mai felicemente conclusa dal franchismo alla nuova democrazia spagnola.

Un aupiscabile confronto democratico e disarmato per arrivare ad una risoluzione pacifica del conflitto è tuttora osteggiato dal governo spagnolo e i pericoli di ulteriori colpi di coda di quel che rimane di ETA è imputabile anche a questa ripetuta intransigenza.

ETA è stata tante cose diverse nel corso della sua storia, credo che attualmente sia ai minimi liveli di credibilità e di sostegno popolare.

La popolazione è stremata e stanca di pagare un prezzo di sangue che non ha portato a niente.
Così come avvenuto in Ulster, dove pure la nuova fase non sta regalando rose e fiori alla popolazione cattolica, in Euskal Herria si impone una nuova agenda dove le legittime aspirazioni di pace, giustizia e diritti per baschi e spagnoli possano trovare nuovi canali di espressione.









Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: Giglic - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 10:41:27
La popolazione è stremata e stanca di pagare un prezzo di sangue che non ha portato a niente.

Questa è l'unica enorme verità.
per fare un parallelismo molto azzardato, anche il movimento di Ciccio Franco aveva una sua "ragione storica", ma non mi sembra che i metodi adottati dal medesimo fossero i più utili a supportare la causa, nè qualcuno si è lamentato se alla fine lo stato lo ha sconfitto.
E secondo me anche il parallelismo con l'IRA regge poco: i baschi non sono uniti da una religione comune, nè hanno una patria (l'EIRE in quel caso) cui fare riferimento. Vedo l'ETA molto più simile ai movimenti per l'indipendenza curda.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 15:02:31
carissimo " rione13 ", credimi; tu in occasione dei tuoi viaggi devi aver parlato con qualcuno molto vicino alle idee " etarras ". Sei completamente fuori strada ...

Sono cose lunghissime ed articolate da spiegare, ma sappi che i Paesi Baschi ( come la Catalunya ) hanno mai costituito una nazione, uno stato né sono stati indipendenti.
Addirittura i baschi, erano parte del Reino de Navarra, integratosi, con le nozze di Isabel la Católica ( quella di C.Colombo ) e Fernando de Aragón, nel nuovo Reino de Castilla.
Ora gli " etarras " forti di una storia praticamente inesistente, vogliono annettere la Navarra al loro territorio !

Quanto alla lingua ( resuscitata artificialmente ed assolutamente non autonoma dallo spagnolo, con buona pace dei " txapelas " ), meglio non parlarne.

Vero è che catalani e baschi, facilitati dalla politica franchista, che gli ha fornito manodopera a 2 soldi ( Extremadura, Andalucía, Galizia ), in virtù della vicinanza alla frontiera, cercando di facilitare e abbattere i costi d´esportazione, in nome di fantomatiche rivendicazioni, fanno quello che fa la Lega ( con la quale, guarda caso, sono in ottimi rapporti ); cioè rivendicare vantaggi economici in virtù delle loro capacità tecnologiche e produttive.
Per far questo, prendono la storia e la fermano nel momento in cui fa loro comodo per affermare questo e/o quello, abbindolando così quelli che nel territorio credono di poterne trarre dei vantaggi economici.

Pensa che una 15ina di anni fa hanno dovuto pubblicare un corso di " euskara " per i genitori i cui figli avevano iniziato l´istruzione scolastica nelle " ikastolas ", scuole in lingua basca; i genitori infatti parlavano le poche parole in basco di sempre ! La nuova lingua basca, brand new, i genitori non sapevano parlarla e meno scriverla.
Se vuoi, ho il libro del corso ufficiale, incluse 2 audiocassette.

Spero se ne possa parlare più diffusamente in una prossima occasione, da vicino     ;)
 
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: carpelo - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 15:23:55
No no, parlatene qui....chè io sono lontano e l'argomento mi interessa, grazie  :D
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Mercoledì 12 Gennaio 2011, 19:11:10
No no, parlatene qui....chè io sono lontano e l'argomento mi interessa, grazie  :D

hai ragione, è un argomento di grande interesse, ma il " contradditorio ", utilissimo in questo caso, sarebbe complicato a distanza; ma possiamo farcela, o almeno provarci  ;) 
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: rione 13 - Giovedì 13 Gennaio 2011, 16:32:01
Partiamo da lontano.

L'origine dei baschi è argomento intrigante e misterioso per gli studiosi.
E' largamente condivisa l'idea che questo popolo abitava la regione tra il nordest della Spagna e il sudovest della Francia in tempi anteriori all'arrivo delle culture neolitiche che trasformarono l'Europa con l'economia agricola, la coltivazione dei creali, l'allevamento.

Questa antica presenza contribuisce a spiegare le differenze genetiche che gli studiosi hanno rilevato nei baschi rispetto alle altre popolazioni europee.

Ci sono studi interessanti per chi volesse approfondire l'argomento ad opera, per esempio, del genetista di fama internazionale Luca Cavalli Sforza; ma in generale tutti gli studi etnografici recenti hanno confermato le origini antiche dei baschi che nulla hanno a che vedere con i Celti, i Germani e i Latini che giunsero in Europa nel primo millennio a. C. e che, a differenza dei baschi stessi, parlavano tutti lingue di matrice indoeuropea.

Ma tralasciamo le curiosità preistoriche, pur significative.

E' vero che i baschi non sono mai stati nazione, Engels definì Euskal Herria una "nazionalità non storica" tuttavia la storia è costellata di confemre della unità politica e culturale di questo popolo.

Nel 507 crolla il Regno dei Tolosa e nasce il Regno di Vasconia.
Più di diecento anni dopo, nel 778, Carlo Magno ele sue truppe di ritorno dalla battaglia contro i Mori di Zaragozza assalta le mura di Irunea (Pamplona) capitale Vasca.
La reazione è veemente, la sollevazione popolare annichilisce le truppe dei Franchi e Roland viene ucciso a Orreaga.
Non i romantici Mori come erroneeamente decantato da La Chanson de Roland  ma i baschi quindi!
E' un esempio simbolico, seminale se vogliamo, di distorsione della storiografia ufficiale ai danni della memoria della comunità basca.

Il Regno di Pamplona si forma agli inizi del IX secolo e si trasformò poi nel Regno di Navarra alla fine del X, in seguito l'unione fra Castigia e Aragona creò i presupposti  per la sconfitta dei baschi nel 1521.
La conquista del Regno di Navarra costituì, tra l'altro, la vittoria della Controriforma che mortificò l'apertura religiosa e culturale che caratterizzava le istituzioni navarre.   

In territorio francese sono innumerevoli i tentativi di sopprimere l'autonomia del Nord Basco.
Repressioni e insurrezini si susseguono per tutto il XVII secolo.
Nel 1794 importante dimostrazione di unità politica tra baschi di Iparralde (del nord) e di Hegoalde (del Sud). Migliaia di abitanti di Lapurdi si rifiutano di combattere i loro fratelli di Nafarroa e Gipuzkoa affrontando il destino della deportazione e della morte atroce non piegandosi agli ordini delle autorità francesi.

Pochi esempi e flash fotografici per accenare ad una storia diversamente raccontata del popolo basco, una storia che racconta appunto di un popolo reale da riconoscersi come tale.
Punto di partenza per maturare un'analisi credibile, quale essa sia, sull'argomento.
 
Chi vuole perdere un pò di tempo ha la possibilità di approfondirla come meglio crede, strumenti non mancano, e interessarsi al suo evolversi fino a epoche più recenti (e più interessanti forse da conoscere, meno impolverate), alla nascita del PNV alla fine dell'800, al Franchismo, alla nascita di ETA nel 1958 e via di seguito fino all'attualità dell'ultimo comunicato dei resti dell'organizzazione armata.

Sull' Euskara, la lingua basca.

Il popolo basco ha sempre individuato nel suo misterioso e antico idioma l'elemento più significativo di autoidentificazione.
In Spagna l'avversione dei governi contro chi usava l' Euskara è sempre stata ferma, sotto Franco era perseguito chi battezzava i figli con nomi basco.
L' Euskara ha resistito alla mescolanza culturale coi popoli invasori e alla chirurgica repressione dei governi centrali.

Per evitare la scomparsa definitiva della loro lingua i baschi hanno creato movimenti di opinione pubblica e attività mirate come la creazione, negli anni settanta, delle ikastole scuole private clandestine, poi legalizzate, dove si insegnava in basco, dando la possibilità alle nuove generazioni ri riprendere contatto con il vecchio idioma e antiche tradizioni basche.

Victor Hugo scriveva :" l'euskara è una patria, quasi una religione ".

I miei  viaggi nei Paesi Baschi sono stati vissuti pienamente con incontri, visite , conoscenze e iniziative.
Anche in Italia esistono organizzazioni politiche e sindacali, anche istituzionali, che hanno rapporti politici e di sostegno con organismi baschi.

Tra l'altro il popolo lavoratore basco è l'unico in Europa che ha epresso adesioni clamorose a scioperi politici e di solidarietà  e non strettamente sindacali e/o rivendicativi di miglioramenti salariali.
Esempio questo di unicità dei baschi sotto il profilo della coscienza politica e del protagonismo sociale. 

Chiudo scusandomi per l'insopportabile lungaggine ma il dono della sintesi mi manca  :)
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: BobLovati - Giovedì 13 Gennaio 2011, 19:03:31
Riconosco che le mie fonti siano, in parte, quelle " ufficiali ".
Però la puntualità espressa dalle tue fonti, sa un po´di " organizzato ad arte "; non da te, evidentemente, ma da storiografi molto di parte.

Magari è che io, come accennavo, alle storie " fermate " nel punto che fa comodo a chi deve dimostrare qualcosa non ci credo.
O tu pensi che lombardi, veneti, laziali, campani, pugliesi  ecc. ecc. , fermando la storia ad un certo punto non potrebbero accampare gli stessi diritti ?
O galli, iberici, lusitani e tutti quei popoli assoggettati da Roma imperiale non sarebbero in grado di fare lo stesso esercizio storico-social-culturale ? Magari con l`eccezione delle varie lingue, ormai soppiantate da 20 secoli di latinità ...

Il popolo basco è anche quello che fa in modo che l´Athletic Bilbao giochi solo con giocatori baschi; la Real Sociedad di S.Sebastian, invece, con giocatori di qualsiasi nazionalità; meno, naturalmente, gli spagnoli ...
O quello che, sembra con l´intervento di ETA, impedì, a suo tempo, il trasferimento di Julen Guerrero alla Lazio.

Sai, a me certe cose suonano molto a razzismo; sia in questo come in molti altri casi nel mondo.

Stiamo facendo contento il buon carpelo, ma sono sempre convinto che sarebbe preferibile parlarne di persona; magari insieme ad altri amici del forum, chiaramente !

Un abbraccio   
 
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: rione 13 - Giovedì 13 Gennaio 2011, 20:47:34
Velocemente,

condivido le tue perplessità sul fermare la storia dove fa comodo alle proprie tesi ma il mio è stato un metodo un pò grossolano per raccontare altro dalla storiografia ufficiale e riempire qualche silenzio.
la mia sintesi a spot va presa così, lungi da me accampare pretese esaustive o definitive, ci mancherebbe.

E fai bene Bob a diffidare delle mie fonti storiografiche, è giusto.
Così come è giusto diffidare di scorciatoie e verità di comodo elargite da fonti più istituzionali.

Sul razzismo potenziale che puoi scorgere, bè io mi sono avvicinato alla questione basca con le stesse perplessità, la parola nazionalismo non ha mai fatto parte del mio vocabolario politico.
Le ho ampiamente fugate frequentando Euskal Herria, non mi dilungo sulla questione perchè ho già scritto molto e i tortellini in brodo non si fanno da soli.

Comunque la componente reazionaria, sciovinista ha caratterizzato la storia del movimento basco, sin dalle  sue origini con la fondazione del Partito Nazionalista Vasco.

E' una corrente di pensiero che però ha perso e ceduto il passo all'altra idea forte che ha mosso le lotte dei baschi e ne ha caratterizzato l'evoluzione: il Socialismo.   

Della storia di Julen Guerrero alla Lazio non so nulla..ma se l'ETA ha contribuito a graziarci di un altro Mendieta o Garrido ha fatto cosa buona, no?  :P

un abbraccio 



Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 19:28:14
Riporto poco a poco le 12 bugie del Nazionalismo Basco, é ripreso da un forum e scritto da un signore di origine Basca.

Lo traduco dallo spagnolo, é lungo ma interessante:

1. Spagna e Paesi Baschi sono entità separate e antagoniste nel corso della storia.

I baschi sono un popolo della Hispania pre-romana, insieme a Várdulos, Caristios e Autrigones, costituivano il nucleo antico di quello che oggi è conosciuto come il popolo basco. A questo bisogna aggiungere la popolazione Hispanoromanica e gotica, che insieme con il movimento continuo di popolazione causato dalla conquista islamica e la riconquista cristiana successiva, stabilisce non solo i baschi, ma tutti i popoli della Spagna.

Dopo la caduta dello Stato visigoto, tutti i popoli senza eccezione parteciparono al progetto comune che preveda il restauro della "Lost Spagna" e la lotta contro l'Islam. Come il resto dei  spagnoli, i baschi, sempre legati a Castilla, fecero della lotta per la loro religione e il progetto spagnolo il fondamento della propria identità. La stessa origine di Castilla ha una essenziale componente basca.
Il medievalista più importante del ventesimo secolo e presidente della repubblica in esilio, Claudio Sanchez Albornoz, sintetizzó così: "Castilla e i Castillani sono il risultato della simbiosi razziale e culturale della Cantabria, dei Paesi Baschi e gotico".

I baschi sono stati uccisi nel corso dei secoli per la lotta alla riconquista di Spagna, hanno partecipato al suo governo e accorsero in massa a ripopolarla.
In età moderna i baschi scoprono, conquistano e si espandono in tutto il mondo, come spagnoli quali erano.
Nel 1808 i Baschi, lottano e muoiono per la Spagna, per il loro re e la loro religione, combattendo con entusiasmo ai suoi nemici, molti di essi baschi francesi, come il generale Harispe.

Miguel de Unamuno scrisse, "i baschi non abbiamo un risultato unico, un'opera con valore universale storico, effettuato con l'astensione della Spagna o contro di essa".
Al contrario, Xabier Arzallus (PNV) disse "i baschi saranno spagnoli, quando e perché lo decideranno e non, in quanto sottomessi da una sciabola" riferendosi alle tesi di Sabino Arana ma anche alla dittatura franchista.

Come se i baschi fossimo "diventati" spagnoli, perché lo voleva Espartero (generale e reggente di Spagna), come se avessimo cominciato ad essere  spagnoli nel 1839.
I baschi siamo spagnoli da molti secoli prima che ci fosse questa cosa chiamata "sciabola"o colpo di stato militare del XIX secolo. I baschi hanno sempre fatto parte di ciò che è noto come Spagna, e abbiamo costruito questa realtà fin dall'inizio in collaborazione con il resto degli Spagnoli.

Continua con la seconda "bugia" :D
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 19:31:34
Chiaramente quello che metto in rosso é la "cantilena" dei nazonalisti :D il resto é la risposta del tipo ;D ;D

Lo spiego per essere chiaro :D :D :D
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: bak - Venerdì 14 Gennaio 2011, 19:47:28
Dico solo che per la follia etarra ho rischiato seriamente due volte di perdere la vita.
Gennaio 92, bomba alla Puerta del Sol, dove morirono 5 bomberos: ogni mattina ci passavamo, quella mattina andammo alla stazione di Atocha a fare i biglietti per degli amici che dovevano partire la notte e mi convinsero all'ultimo a seguirli. Fu benedetto un no di una chica.
La seconda la sera del 4 dovevo andare al Vicente a vedere il derby, fortunatamente la bomba non scoppiò.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 19:53:24
2. I baschi sono una nazione diversa dallo spagnolo

L'esistenza del nazionalismo non vuol dire che la nazione esista.
Cioè, l'esistenza di una nazione non è  requisito necessario per la nascita del sentimento nazionalista che poi la rivendichi, perché questo sentimento può essere creato artificialmente dalla falsificazione e invenzione della storia e del carattere nazionale assenti nella realtá.La  identità nazionale basca è semplicemente un'invenzione. Anche se a molte persone riesce difficile da accettare, la percezione e il senso di appartenenza a una nazione basca si basa su bugie falsificazioni e occultamenti

Si è inventato tutto: storia, personaggi, bandiera e la stessa parola Euskadi. Tutto è molto artificioso.
Pio Baroja rideva molto sulla incongruenza dei nazionalisti: "Il Bizkaitarra (giornale editato da Sabino Arana) diceva: Noi siamo tradizionalisti e rispettiamo la tradizione, e la prima cosa che fanno è falsificare la storia e cambiare l'ortografia del basco.."
Vi sfidiamo a imparare, leggere con onestà e intelligenza, e vedrete poi come molte idee  apparentemente immobili, rimarrebbero in piedi.

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 20:24:37
3. La lingua Euskera è la prova dell'esistenza di una nazione distinta.

I nazionalisti dicono: abbiamo un'altra lingua, allora siamo una nazione. L'esistenza di un linguaggio non prova l'esistenza di una nazione, l'unica cosa che dimostra l'esistenza di una lingua è l'esistenza di una lingua. Se la lingua é prova di nazione, la svizzera non esisterebbe, poiché si parlano quattro lingue e neanche la Francia perché parlano bretone, italiano, basco, alsaziano e diverse varietà di francese (es.: La Langue d'Oc e d'Oil).

D'altra parte, se la lingua è uguale a nazione, un inglese, un americano, un nigeriano, un australiano e un giamaicano sarebbero concittadini come ugualmente uno spagnolo, un boliviano, un filippino e un guatemalteco.
Mentre un aragonese, un Vallisoletano, un galiziano o valenciano sono sconosciuti, perché alcuni di loro, oltre al castellano, parlano una seconda lingua.
Se la lingua é nazione, i valloni ei fiamminghi non sarebbero belgi, ma francesi e olandesi, e gli austriaci sarebbero tedeschi.
Con tale standard dovremmo cominciare a separare le parti della Catalogna, perchè nel valle Aran non parlano catalano, ma aranès, allora sarà un'altra nazione? E forse il Paese Basco dovrebbe essere diviso in più pezzi visto che ci sono dialetti della lingua basca, così diversi che non vengono capiti tra loro, questo problema spiega la necessità della nascita del "batua" (Euskerra unificado) per dare qualche ordine e unità artificiale per la diversità naturale.

In parallelo, ci sono molti territori baschi dove non si é mai parlato in basco, come Encartaciones en vizcaya e in vaste aree della provincia di Alava. Se lingua é nazione, non dovremmo considerarli non-Baschi? E non dimentichiamo che dovrebbero essere dichiarati non-baschi i baschi castellanoparlanti ossia la maggior parte dei baschi stessi... E, infine, ricordare che il castellano é una lingua ugualmente basca come l'euskera e che si parla nel territorio basco fin dalle origini e per di piú é la lingua materna della maggioranza del popolo basco.

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 20:36:28
Na faticaccia tradurre il tutto :D :D :D
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 21:04:16
4.Le giurisdizioni sono la prova dell'esistenza di uno stato e una nazione diversa.

La sopravvivenza delle giurisdizioni fino al XIX secolo è stato presentato dal nazionalismo come la prova dell'esistenza di uno stato basco separato dallo spagnolo, il quale lo avrebbe poi annesso nel 1839.
Le giurisdizioni sono una manifestazione di origine medievale, il pluralismo giuridico che caratterizzava il vecchio regime. Giurisdizioni esistevano in tutta Europa da secoli, non essendo la Spagna o vascongada l'eccezione. L'unica differenza era che, mentre nel resto d'Europa era in corso l'unificazione delle leggi, a seguito dell'industrializzazione, del liberalismo e del movimento codificatore in Spagna non si fece completamente a causa di di compromessi politici costretti dalle guerre carliste. Giurisdizioni erano presenti in Europa e potevano essere territoriali, il commercio o proprietà.

Infatti, la giurisdizione Vecchia di Vizcaya non era applicabile a tutta la popolazione, ma esclusiva dei nobili.
Basare l'esistenza di una nazione sull 'esistenza di giurisdizioni interne, che esistevano in tutti i paesi d'Europa fino alla Rivoluzione francese, è una sciocchezza. Sarebbe come dire che  le diverse classi sociali dell'epoca ( cavalieri, clero, popolani, mercanti, militari) erano soggetti a giurisdizioni diverse, e quindi formavano ognuno una nazione.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 21:45:21
5. Il Paese basco è in conflitto con la Spagna da 160 anni.

Juan Jose Ibarretxe (PNV) ha dichiarato che vi è un conflitto tra Euskadi e la Spagna da 160 anni, continuando il dogma, spesso ripetuto dal nazionalismo, che le guerre carliste erano le prime manifestazioni della lotta secolare del popolo basco per la liberazione nazionale. (assurditá)

Nelle guerre carliste combatteva la metà della Spagna contro l'altra metà,  che erano divise da ragioni ideologiche e dinastiche. Non erano guerre per il territorio.
I carlisti non stavano dalla parte dei baschi contro lo Stato, ma rivendicavano la sopravvivenza ideologica delle istituzioni dell'antico regime, e nella parte dinastica rivendicavano a Carlos María Isidro e la sua discendenza come il legittimo re di Spagna.
La guerra carlista non era secessionista. Se qualcuno avesse suggerito qualcosa di simile sarebbe stato considerato un pazzo.

Nelle aree rurali dei Paesi Baschi, riluttanti al liberalismo e la liquidazione delle istituzioni dell'antico régime prese piede il Carlismo, ma una parte molto importante dei baschi  le era ostile, soprattutto gli abitanti delle città. Basta ricordare che Bilbao ha dovuto subire due assedi da parte dei carlisti.
La storiografia nazionalista ha cercato di presentare le guerre carliste come la lotta di liberazione del popolo basco, ma non sono state neanche le province basche ne la Navarra, le regioni dove la rivolta fú iniziata iniziata, fú in Castilla, anche se è stato qui, in realtà, a causa del terreno e la connessione con Francia e di altri fattori che in alcune parti del territorio basco il domino carlista fú maggiore.
Da notare che due regioni che massicciamente sostenevano la causa carlista erano La Mancha e Valencia.
Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 22:49:59
6. I baschi sono stati oppressi dagli spagnoli.

I ministri degli esteri, consiglieri, ministri, primi ministri, ammiragli, Capitani Generali e Viceré baschi sono centinaia nel corso dei secoli. Dover considerare qualcosa i baschi, in ogni caso sono stati i cittadini privilegiati. Con gli Asburgo, per esempio, i baschi erano una casta privilegiata burocratica e di governo, e legittimavano questa situazione vantandosi, di avere il sangue originale, puro e inmacolato del tipico spagnolo.
Sarà necessario ricordarsi di tanti illustri baschi nella storia della Spagna, Diego López de Haro (Signore di Vizcaya e avanguardia dell'esercito castigliano di Las Navas de Tolosa), Pedro López de Ayala (Cancelliere di Castiglia) , Elcano (marinaio di Guetaria che diede l'onore alla spagna del primo giro del mondo), Legazpi (marinaio di Zumarraga, conquistatore delle Filippine), Urdaneta, Ignazio di Loyola, gli Oquendo (il lignaggio dei marinai donostiarri che si è distinto in molte battaglie nel XVI e XVII), Blas de Lezo ( ammiraglio, vincitore degli inglesi a Cartagena de Indias, minacció di ridurre in cenere Genova, se non avessero pagato quanto dovuto alla Corona e non avessero salutato debitamente la bandiera della Spagna), Churruca (marinaio di Motrico, eroe di Trafalgar), Arriaga (lo sfortunato "Mozart spagnolo"), Zumalacárregui (il generale carlista che espressó rammarico per aver armato "spagnoli contro spagnoli"), Unamuno, Maeztu, Baroja (i tre grandi nemici del nazionalismo basco), Zuloaga e Zubiri?

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 23:34:49
7. Il Paese Basco spagnolo è come l'Ulster.

A-I nazionalisti irlandesi vogliono riunire una comunità separata. i nazionalisti baschi vogliono separare una comunità che è sempre stata una cosa con il resto della Spagna.

B-I nazionalisti irlandesi cercano di unire un territorio, l'Ulster, con uno stato esistente, la Repubblica d'Irlanda. i nazionalisti baschi cercato di separare un territorio, il Paese Basco, da uno stato esistente da molti secoli, la Spagna, per crearne uno da zero.

C-Nel XII secolo gli inglesi hanno militarmente conquistato l'Irlanda. Nel XII secolo, i baschi, insieme ad altri cristiani del nord, hanno conquistato militarmente la Spagna. 4 - Il dominio britannico in Irlanda, ha imposto un regno straniero. I Baschi, insieme ad altri popoli del nord, in particolare i cantabri, hanno originato il regno di castiglia.

D-Gli irlandesi sono stati colonizzati dagli inglesi. I baschi sono stati privilegiati coloni di mezzo mondo, come qualsiasi altro soggetto castigliano.

E-Irlanda è stata in gran parte ripopolata da protestanti inglesi e scozzesi. Man mano che la reconquista avanzava, i baschi, insieme con altri popoli della penisola settentrionale sono stati artefici del ripopolamento di Castilla e il resto della Spagna.

F-In Irlanda ci sono due comunità in conflitto religioso. Gli irlandesi hanno subito secoli di persecuzioni a causa della loro religione. Che comunità religiose vivono qui? Chi ha mai perseguito i baschi per la loro religione? 8 - Gli irlandesi sono stati emarginati economicamente, socialmente, giuridicamente e politicamente per secoli, in virtù di essere irlandesi. I baschi hanno goduto di importanti privilegi, e facevano parte della casta dominante spagnola per secoli, in virtù del solo fatto di essere baschi.

G-Gli irlandesi per secoli, sono serviti come carne da cannone nelle armate britanniche. I baschi sono stati privilegiati per secoli nell'esercito spagnolo.

H-Quanti irlandesi hanno governato il Regno Unito? Nessuno. Quanti baschi hanno governato la Spagna? Innumerevoli.

I-Gli irlandesi hanno ingrassato le file del proletariato in un paese dominato e sfruttato economicamente dagli inglesi. Nei Paesi Baschi non c'è stato sfruttamento del proletariato locale da parte di una potenza straniera.

J-Quanti irlandesi morti di fame e di malattie nel XIX secolo? Centinaia di migliaia. Quanti baschi hanno fatto lo stesso? Nessuno.

K-Quanti irlandesi hanno dovuto migrare in tutta la storia per non morire di fame in patria? Milioni. Quanti baschi hanno dovuto fare lo stesso? Nessuno. Al contrario, i Paesi Baschi sono stati ricettori di immigrazione a causa della loro prosperità.

L-Irlanda è stata mantenuta per secoli un paese povero e sottosviluppato dall'impero britannico. Le province basche hanno sempre goduto di una notevole ricchezza. Anche durante il franchismo erano alla testa della Spagna in reddito pro capite.

M-Gli irlandesi erano ritenuti in Gran Bretagna come una casta di criminali, schiavizati e deportati nelle colonie inglesi nei Caraibi. Quanti baschi sono stati deportati e ridotti in schiavitù?

N-L'irlandese è un fenomeno di base che è nato molti secoli fa, come  l'occupazione britannica. Il conflitto basco é nato un secolo fa, nella fantasia di Sabino Arana.

Quindi? due cose totalmente diverse.
Decenni di lavaggio del cervello per farci credere oppressi, conquistati, colonizzati ed emarginati come gli irlandesi.
Perché si usa il parallelo irlandese da parte del nazionalismo basco davanti alla corte europea? Come puo pretendere il nazionalismo basco di applicare la stessa "pace" dell'irlanda in due casi che non si assomigliano assolutamente?

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Venerdì 14 Gennaio 2011, 23:56:16
8. La guerra del 36-39 fu una guerra del fascismo spagnolo contro il popolo basco.

A seguito del conflitto il lehendakari Aguirre considera come sottomissione e umiliazione di una razza, come se la guerra civile consistita, di nuovo, in una guerra contro il popolo basco. E la vittoria franchista aveva portato alla occupazione del paese Basco da parte di una potenza straniera.

Questo falso monumentale è stato imposto nei decenni successivi tra i nazionalisti, raggiungendo lo status di verità incontrovertibile e viene insegnato ai bambini a scuola, con successiva semina di odio di cui ne raccogliamo i frutti violenti da 40 anni. La guerra del 1936-39 era mezza spagna contro l'altra mezza per motivi ideologici, i baschi divisi in parti uguali tra di loro sia dal lato repubblicano che dal lato franchista. Significativamente c'erano più combattenti Baschi e Navarri dal lato franchista che nel repubblicano, e dopo la guerra, ministri, ambasciatori e alte cariche statali sono state contate a decine.

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Sabato 15 Gennaio 2011, 00:18:00
9. I nazionalisti sono baschi rinnegati

Poiché non vi è il nazionalismo basco, i baschi sono stati i più notevoli anti-nazionalisti. Ecco alcuni esempi delle teste basche più potenti del ventesimo secolo: il Guipuzcoano Pio Baroja, in uno dei tanti testi dedicati al dileggio del nazionalismo basco, ha opinato che "il suo egoismo e la sua meschinità avrebbe attecchito solamente su persone di basso valore umano ". Egli credeva che il nazionalismo basco per un vero basco "era una farsa". E descrisse come ridicole le falsificazioni storiche e tutti i generi con cui si è cercato di costruire una identità nazionale distinta dalla spagnola.

Il Vizcaino Unamuno credeva che "il nazionalismo basco è ignoranza" disprezzando le loro pubblicazioni "piene di contrattempi e di invenzioni" e considerando i militanti nazionalisti come "cervelli rudimentali, beoti animati solo dall' odio alla intelettualitá e l'inteligenza".

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Sabato 15 Gennaio 2011, 00:37:19
10. il nazionalismo basco si è distinto per il suo impegno per la libertà dei popoli.

Mentre spesso si presenta a favore del diritto di autodeterminazione dei popoli e, occasionalmente, utilizza i curdi o altre realtá senza stato per montare le sue scenografie di propaganda, questo è un tema che il nazionalismo basco ha sempre trattato con noncuranza. Quando faceva comodo si dichiarava eterno amico della causa irlandese. Ma quando avevano bisogno del sostegno britannico, il PNV non ha avuto difficoltà a condannare le rivolte irlandesi, o a congratularsi con il monarca inglese per la vittoria. La adorazione di Arana per tutto ciò che era inglese era tale che, anche  il design della Ikurriña (bandiera basca) è stato ispirato dalla Union Jack. Quando è sembrato opportuno richiedere l'assistenza degli Stati Uniti d'America, Arana lo ha fatto senza considerare che alla potenza imperialista, l'indipendenza di Cuba, le Filippine, Puerto Rico o qualsiasi altro paese solo le interessava se poteva trarne profitto.

Durante la prima guerra mondiale, i nazionalisti baschi, con Sir Ramon de la Sota alla testa, lavoravano attivamente a sostegno dell'Inghilterra, l'oppressora d'Irlanda. Poco dopo, durante la seconda guerra mondiale, nel PNV muovevano spudoratamente le pedine sia a Londra e New York che Berlino e Roma, in modo da essere ben posizionati in qualsiasi situazione aspettando al vincitore. Dopo la guerra, tornó il PNV a chiedere sostegno per le sue aspirazioni al governo inglese, offrendo una eventuale rottura della Spagna.

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Sabato 15 Gennaio 2011, 00:53:20
11. L'ideologia del PNV è rispettabile e democratica.

Il PNV è l'unico partito razzista legalizzato in Spagna. Esso si basa su l'ideologia di Sabino Arana, caratterizzata da xenofobia che lo ha portato a sostenere che, mentre i baschi sono nobili, belli, forti, onesti e di virile andatura, gli spagnoli sono bassi, brutti, deboli, disonesti e maldestri. E i suoi successori (Arzallus, Ibaretxe etc etc) sono rimasti ossessionati dal gruppo sanguineo ancora oggi.

Arana sosteneva per emarginare i pochi spagnoli rimasti, dopo l'espulsione che avrebbe seguito l'indipendenza, la creazione di un regime di apartheid che li avrebbe tenuti ai margini della vita politica e sociale basca. Il PNV si é segnalatoo fin dall'inizio, per la sua intolleranza.
L'ideologia del PNV e qualsiasi opzione nazionalista è viziata dallo stesso punto di partenza come il suo concetto di nazione basca che è costruito su una favolosa somma di bugie, occultamenti e falsificazioni. Inoltre, il nazionalismo può essere orgoglioso del fatto che, col passare del tempo e da tutte le bugie e falsificazioni, è nato il terrorismo dell'eta. Invidiabile curriculum.

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Titolo: Re:ETA, sarà la volta buona ?
Inserito da: POMATA - Sabato 15 Gennaio 2011, 01:12:02
12. Il PNV non è responsabile per il terrorismo dell'ETA.

- Anche se il PNV (e il suo partner di EA) è sempre presentato come il garante e il più forte sostenitore della pace e della libertà nel Paese Basco, la verità è che: ETA nasce dal PNV.

- I dirigenti dell' ETA, escono direttamente o indirettamente dal PNV.
- L'ideologia nazionalista dell'eta é quella creata dal PNV.
- Il PNV ha giustificato ETA per molti anni.
- ETA sopravvive e si rigenera grazie alla cultura sociale e brodo creato e mantenuto da due decenni di governo PNV.
- La Ertzaintza (polizia autonoma basca) non riesce a perseguire  l'eta ne a fermare la violenza di strada. Periodicamente come prova, il PNV mantiene continui contatti con l'ETA, con cui condivide una strategia a lungo termine, ossia la separazione dalla spagna attraverso il "patto di Estella"
Quanti voti perderebbero tutti i partiti nazionalisti se non ci fosse il ricatto, specialmente nelle piccole città, dell'eta e del suo mondo?

Gli attuali attivisti della violenza di strada, e futuri membri dell'ETA, sono figli del governo del PNV.
Non si dica che sono il risultato della repressione, la mancanza di libertà o dittatura di qualsiasi tipo, tutti loro sono nati molti anni dopo la morte di Franco. Essi sono il prodotto del PNV al potere durante 25 anni, le loro ikastolas (scuole), l'ETB (televisione autonomica) e la sua politica di acculturazione e di intossicazione ideologica.
Senza il PNV, l'ETA sarebbe stato?


Fine.