Visto da me: Viktoria Plzen-Lazio 1-2

di Zak McKracken



Partita che ricorderemo a lungo per il suo essere stata surreale.

Non conoscevo il Viktoria Plzen, ma è stato più o meno come me lo immaginavo: una squadra fisica, spigolosa, tecnicamente non il top ma certamente ben organizzata.

Il campo poi ha incrementato la difficoltà. Tanti, troppi passaggi sbagliati per non ricondurre questa cosa al terreno.
E secondo me molti dei nostri, Tavares in primis, non correvano come sanno per il timore di farsi male.

I primi venti minuti sono stati terrificanti, al netto del gol.
Salvati dal VAR all’inizio e in vantaggio su palla inattiva, ci abbiamo messo parecchio a prendere le misure.

Poi, da lì a fine primo tempo, lo scorcio che secondo me è stato ben giocato dalla Lazio con diverse occasioni potenziali e reali non sfruttate, tra cui quella sanguinosa di Isaksen (è davvero difficile dare un voto a Gustav visto che fino al 96’ è stato da 3 in pagella).

Il secondo tempo un incubo.
Gol del pareggio (nella foto, ndr) subito in maniera balorda, tra Provedel che non esce e Tavares che ripete in cartacarbone la cazzata fatta a Milano su Chukwueze.

Poi ancora pressione costante loro, con i nostri che come prendevano palla la riperdevano sistematicamente.
Provedel in quel frangente si è riscattato con un paio di interventi notevoli: ma il gol del sorpasso io lo aspettavo quasi con rassegnazione, ripensando al primo tempo che si poteva chiudere sullo 0-2, per poi esserne sempre più sicuro dopo il rosso a Rovella e successivamente Gigot.

Quando poi mi è arrivata la notifica del gol delle merde a Roma (contro l’Athletic Bilbao, ndr), il gol del Viktoria lo consideravo matematico: perché quando piove diluvia, e in quel momento pioveva merda a secchiate.

E invece l’inaspettato, l’incredibile, il clamoroso.
Avevo visto la Lazio avere la peggio contro avversari in nove (Lazio-Napoli, Coppa Italia 1996/97) e l’avevo vista rischiare grosso (Lazio-Cagliari quest’anno, con il corner concesso loro al 95’).
Ma non avevo mai visto la Lazio vincere in nove contro undici, all’ultimo secondo poi.

È una partita che ricorderemo a lungo, ma tensione altissima per il ritorno… è solo finito il primo tempo!

Il gol di Isaksen cambia molto la lettura della gara.
Verrà ricordata come una partita in cui la Lazio ha saputo soffrire: questo è vero ed è anche vero che sono stati coraggiosi a salire alla fine, altre squadre non avrebbero superato la propria trequarti.

Non abbiamo giocato bene ma le vittorie sporche fanno parte di qualsiasi percorso.

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